Tuangou. La “class action” del risparmio

“Tuangou” è un modello per il risparmio negli acquisti al dettaglio che arriva dalla Cina. Sfruttando le potenzialità aggregative della rete, “tuangou” mette insieme un notevole numero di persone interessate ad acquistare lo stesso prodotto, queste portano la loro richiesta d’acquisto ad uno o più rivenditori per cercare di ottenerne lo sconto migliore.
Il fenomeno si è sviluppato non solo grazie alla diffusione della rete, ma anche a causa della crisi economica che sta incidendo profondamente negli stili di vita delle persone, modificandone i comportamenti d’acquisto (per un approfondimento su questo tema rimando al post “Coupon commerce”).
I gruppi d’acquisto “tuangou” in Cina esistono da parecchi anni, un articolo pubblicato dall’Economist nel 2006 racconta di un tranquillo venerdì pomeriggio a Canton (la più grande città costiera del sud della Cina che conta oltre dieci milioni di abitanti ed è la terza città per popolazione e importanza), dove cinquecento acquirenti si sono dati appuntamento all’esterno di un supermercato per la vendita di elettronica di consumo.
La tecnica è quella del “flash mob”, sono arrivati in massa al momento designato e precedentemente concordato online: le quattro del pomeriggio del 16 giugno. Qualche ora dopo ne sono usciti stringendo scatole di prodotti, dopo essersi assicurati sconti dal 10 al 30% su fotocamere, lettori dvd e televisori a schermo piatto.
Sempre in Cina, il fine settimana precedente, oltre cento abitanti della città di Meizhou hanno preso d’assalto un noto rivenditore di mobili per contrattare sui prezzi di cucine, sale da pranzo, salotti, … “È stato fantastico – ha detto un acquirente – abbiamo appena comprato un appartamento e in questo modo possiamo permetterci di arredarlo con le cose più belle a costi vantaggiosi”.
Ovviamente questo sistema consente a tutti di guadagnare qualcosa, i consumatori, il cui risparmio sull’acquisto dei prodotti può arrivare anche al 50%, e il rivenditore che riesce a sviluppare in breve tempo un grande volume d’affari, oltre a promuoversi senza costi, presso un target di clienti che difficilmente sarebbe riuscito a contattare da solo.
Dalla Cina il fenomeno “tuangou” si è allargato agli Stati Uniti con il sito “Groupon“. La caratteristica di questo servizio è quella di “proporre ogni giorno le cose migliori da comprare, mangiare o fare in numerose città degli Stati Uniti”.
http://www.vimeo.com/2112924.
Promettendo alle aziende un numero minimo garantito di clienti, “Groupon” è in grado di offrire prodotti e servizi a prezzi che non sono disponibili altrove. Il sistema mette insieme rivenditori e acquirenti in un modo divertente e collaborativo, per proporre ai consumatori sconti imbattibili ed alle imprese un gran numero di nuovi clienti.
Dal lancio del portale, nel novembre del 2008, ad oggi, “Groupon” ha raccolto oltre 2.800.000 iscritti, i consumatori hanno risparmiato oltre 17 milioni di dollari e sono stati generati milioni di dollari di fatturato per le imprese che hanno adottato il sistema. Questo è il sito dedicato ai rivenditori: www.grouponworks.com.
Altri competitor di “Groupon” negli Stati Uniti sono:
“Woot!”
“Tippr”
Anche in Europa il fenomeno “tuangou” sta iniziando a diffondersi. Nella maggior parte dei casi il modello prevede che, per gli utenti interessati all’acquisto di un prodotto, vengano richiesti i dati della carta di credito, su questa verrà in seguito addebitato il costo dell’acquisto, ma solo quando il numero dei clienti registrati raggiungerà il termine prefissato dalla promozione.
In Germania il principale operatore per gli acquisti di gruppo online e “CityDeal”, un sito che ha creato sul territorio un circuito di circa trenta località. “CityDeal” ha sostanzialmente clonato il modello “Groupon”, ed ha recentemente ottenuto un finanziamento di quattro milioni di euro, da alcune società di venture capital, allo scopo di potenziare la versione inglese del sito, lanciata nel Regno Unito con il nome di “MyCityDeal” e già operante in una ventina di città.
Ecco un altro player interessante presente sul territorio tedesco, si chiama “Heimatpreis”.
Mentre in Spagna c’è “Tuangou.es”
In Italia il modello “tuangou” è stato recentemente introdotto da Riccardo Albini, giornalista e imprenditore milanese, già inventore del celebre “Fantacalcio” e artefice del fenomeno “Sudoku” in Italia.
«Si tratta di un’idea nata per caso – racconta Albini in questo articolo del Corriere – navigando in rete. Quando ho scoperto che negli Stati Uniti è stato sviluppato un sito di gruppi d’acquisto che in un solo anno ha registrato due milioni di iscritti, diventando un immediato fenomeno di costume, ho deciso che dovevo realizzare ad ogni costo qualcosa di simile anche in Italia e l’ho chiamato “TuangOn“».
L’obiettivo di “TuangOn” è quello di contrattare direttamente con gli esercenti per avvicinarsi il più possibile a una riduzione del 50% rispetto ai prezzi abituali.
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Ma il sistema di group buying “tuangou” è già minacciato da un nuovo modello di business, si tratta del web service “SyncFu”. È un widget gratuito inglobabile direttamente nel sito del rivenditore finale, permettendogli così di essere direttamente in contatto con i potenziali acquirenti.
Il software consente l’acquisto di gruppo attraverso le prenotazioni del prodotto in promozione, queste sono attivate con micropagamenti (in genere qualche dollaro) via cellulare o carta di credito. Le prenotazioni rappresentano una promessa d’acquisto e garantiscono una certa sicurezza ai venditori. La somma è trattenuta dall’operatore di terze parti “Allopass” (leader europeo dei micropagamenti), dotato di una struttura che offre una copertura globale, mentre una percentuale della stessa costituisce il guadagno di “SyncFu”.

In questo modo il commerciante non deve più pagare le percentuali ai siti d’intermediazione, ha la gestione completa del processo, insieme a tutta la flessibilità nel guidare la vendita del gruppo. Può determinare sia i tempi dell’offerta, sia i quantitativi minimi o massimi, unitamente ai prezzi correlati che possono essere liberamente guidati verso il basso man mano che aumenta il numero degli acquirenti.
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26 marzo 2010 alle 13:12
Ma vale anche per l’agro-alimentare? Perchè non fai un bel portalino geolocalizzato sul tema….?
20 maggio 2010 alle 12:38
[...] This post was mentioned on Twitter by Nicola Delvecchio, Nicola Delvecchio. Nicola Delvecchio said: Tuangou. La “class action” del risparmio http://shar.es/mCQhj [...]
1 giugno 2010 alle 15:46
Grazie x questo blog post molto interessante. Non sapevo che questo modello per risparmiare venisse dalla Cina e si chiamasse “twangou”. Ne approfitto x segnalarti che ormai CityDeal fa parte di Groupon Inc. ed esiste anche in Italia con dei deal giornalieri a Roma, Milano, Torino, Napoli, Parlermo, Bari, Firenze, Perugia, Verona e Cagliari.